Le strade intasate costano al mondo circa il 2 % del PIL, un vero colpo al portafoglio di tutti. Negli ultimi quindici anni, ricercatori hanno iniziato a usare l'intelligenza artificiale per anticipare i momenti di congestione. Una revisione sistematica, basata sulle linee guida PRISMA 2020, ha analizzato 115 studi pubblicati tra il 2010 e il 2024. I risultati mostrano che quasi la metà delle ricerche (47 %) utilizza reti neurali profonde, mentre il 57 % adotta tecniche di apprendimento supervisionato. La maggior parte dei lavori (42 %) si concentra su compiti di classificazione, cioè distinguere se una strada sarà congestionata o no, soprattutto in scenari urbani con veicoli passeggeri.
Nonostante la crescita esponenziale – da pochi articoli nel 2010 a 18 nel 2022 – restano grandi vuoti: l'apprendimento per rinforzo è usato solo nell'8 % dei casi, le strade rurali sono quasi ignorate (2 %) e le collaborazioni tra università e imprese sono scarse (3 %). Gli esperti suggeriscono di puntare su sistemi multimodali, che integrino auto, bici e trasporto pubblico, e su modelli in tempo reale capaci di adattarsi al volo. Solo così le future Intelligent Transportation Systems potranno trasformare gli ingorghi in un ricordo del passato.
