Hai mai pensato che il meteo possa far muovere i punti di riferimento dei GPS? Quando la pressione atmosferica cambia, la crosta terrestre si deforma di pochi millimetri. Questo fenomeno, chiamato "tide loading", avviene soprattutto con le maree atmosferiche diurni (S1) e semidiurni (S2). Gli scienziati hanno confrontato due modelli globali – quello del Global Geophysical Fluid Center (GGFC) e quello del Vienna Mapping Function (VMF) – per capire quanto queste maree influenzino le coordinate GPS.
A latitudini basse, lo spostamento verticale (Up) può arrivare a 1,5 mm, tre volte più grande dei movimenti orizzontali. La differenza più sorprendente tra i due modelli è la fase di S2 negli spostamenti orizzontali, che può variare fino a 180°. Per verificare l’effetto reale, sono stati analizzati i dati di 108 stazioni GPS internazionali con e senza correzione S1‑S2. I risultati mostrano differenze RMS inferiori a 0,2 mm in Est e Nord, ma fino a 0,5 mm in Up.
In pratica, parte delle vibrazioni periodiche dei GPS (le cosiddette “draconitic” armoniche) è dovuta a queste maree non modellate, con ampiezze di circa 0,2 mm in Up. Gli esperti consigliano di usare il modello GGFC, che migliora la precisione dei residui di coordinate per quasi la metà delle stazioni. Anche se l’impatto sulle velocità lineari è minimo, rientra comunque nei requisiti di precisione millimetrica del futuro riferimento terrestre globale.
