Le piattaforme di futures perpetui, come quelle che gestiscono i contratti derivati su Bitcoin o Ethereum, usano un meccanismo chiamato autodeleveraging (ADL). Quando una liquidazione tradizionale non riesce a coprire le perdite di un trader, l’ADL interviene per “rubare” parte delle posizioni vincenti, così da salvare la solvibilità dell’exchange.
Un nuovo studio, pubblicato su arXiv, ha costruito il primo modello matematico dell’ADL e ha scoperto un vero e proprio trilemma: non è possibile avere contemporaneamente solvibilità dell’exchange, ricavi elevati e giustizia per i trader. In pratica, più la piattaforma cresce, più aumenta il rischio di un “moral hazard”: gli operatori potrebbero contare sull’ADL per coprire errori, mentre i trader vincenti subiscono tagli ingiustificati.
Gli autori hanno identificato tre classi di meccanismi ADL che bilanciano al meglio questi obiettivi, garantendo equità, resistenza a shock di prezzo e massimizzando i profitti dell’exchange. Testando le loro proposte sui dati di Hyperliquid del 10 ottobre 2025, hanno scoperto che la piattaforma aveva usato l’ADL 28 volte più del necessario, togliendo circa 653 milioni di dollari di guadagni legittimi ai trader. Anche Binance sembra aver esagerato l’uso di questo strumento.
Il risultato è chiaro: ottimizzare l’ADL può ridurre drasticamente le perdite ingiuste per i trader, mantenendo al contempo la sicurezza della piattaforma. Una lezione importante per chi pensa che le criptovalute siano un gioco senza regole: anche i sistemi più avanzati hanno limiti e trade‑off da gestire.
