Betelgeuse, la gigante rossa che brilla nella costellazione di Orione, ha stupito gli astronomi con un fenomeno inaspettato: tra il 2019 e il 2020 la sua luminosità è calata del 40%, un evento soprannominato il "Grande Dimming". Le osservazioni con telescopi spaziali e terrestri hanno mostrato che la stella ha espulso una enorme quantità di materiale dalla sua superficie, creando una nuvola di polvere che ha temporaneamente oscurato la luce visibile. Dopo il picco di oscuramento, Betelgeuse ha iniziato una lenta ripresa, ma la sua brillantezza non è ancora tornata ai valori pre‑dimming.
Le simulazioni al computer suggeriscono che questi episodic mass ejection siano legati a convulsioni interne della stella, dove enormi bolle di gas si sollevano e poi esplodono. Un altro mistero è la periodicità di circa 2100 giorni osservata nella luminosità e nella velocità radiale, che potrebbe indicare la presenza di un compagno stellare nascosto. Gli astronomi stanno cercando di rilevare direttamente questo possibile satellite con tecniche di interferometria ad alta risoluzione.
Betelgeuse rimane un laboratorio naturale per studiare le supergiganti rosse, stelle che vivono pochi milioni di anni prima di esplodere in supernove. Ogni nuova osservazione ci avvicina a capire come queste colossi morrano e a prevedere il loro impatto sul cosmo.
