L'industria delle costruzioni vuole ridurre l'impatto ambientale senza sacrificare la resistenza dei materiali. Una risposta è il calcestruzzo geopolitico a base di cenere volante (GPC), che usa meno CO₂ rispetto al cemento tradizionale. Il problema? Prevedere con precisione la resistenza a flessione del GPC, che dipende da fattori come la quantità di cenere e il tipo di attivatore alcalino.
Un team di ricercatori ha combinato due tecnologie emergenti: la Gene Expression Programming (GEP), un algoritmo di intelligenza artificiale capace di scoprire relazioni nascoste tra variabili, e la blockchain, che registra i dati in modo immutabile e trasparente. Il risultato è il framework B‑GEPF, che analizza come il modulo di silice degli attivatori (una misura della loro composizione) influisce sulla resistenza a flessione.
I test hanno mostrato che aumentare la concentrazione dell’attivatore (8 M NaOH con silicato di sodio) migliora la resistenza, mentre la cenere volante rende il composto più lavorabile e riduce il calore di idratazione, mantenendo la forza nel tempo grazie a reazioni secondarie. Grazie alla blockchain, ogni esperimento è tracciabile e verificabile, facilitando la certificazione e la collaborazione tra produttori, ingegneri e autorità.
In pratica, B‑GEPF accelera la ricerca di miscele ottimali, garantendo affidabilità e scalabilità industriale. Il mix di AI predittiva e blockchain promette un futuro in cui i materiali da costruzione sono sia ecologici sia certificati digitalmente, aprendo la strada a infrastrutture più resilienti e sostenibili.
