Il neuromarketing è la scienza che legge il cervello mentre guarda una pubblicità. In un recente studio, 22 volontari hanno indossato un casco EEG, cioè un dispositivo che registra le onde cerebrali, mentre osservavano spot verbali, visivi o misti. Prima dell'esperimento, i partecipanti sono stati classificati come "verbalizzatori" o "visualizzatori" usando il questionario SOP, che misura se preferiscono elaborare le informazioni con parole o immagini.
Durante la visione, l'EEG ha catturato cinque bande di frequenza (Delta, Theta, Alpha, Beta, Gamma). I ricercatori hanno poi addestrato tre algoritmi – Support Vector Machine (SVM), albero decisionale e k‑Nearest Neighbors – a riconoscere, a partire dalle onde cerebrali, a quale gruppo apparteneva ogni persona. Tutti i modelli hanno raggiunto un’accuratezza tra l'86% e il 93%, ma l'SVM si è dimostrato più stabile quando i dati erano sbilanciati.
Un’analisi statistica ha evidenziato che la banda Theta (4‑8 Hz) differiva significativamente tra i due gruppi, suggerendo che questa frequenza è legata al modo in cui il cervello elabora parole o immagini.
Questi risultati aprono la porta a pubblicità più personalizzate: in futuro, i contenuti potrebbero adattarsi al tuo stile cognitivo, rendendo l’esperienza più coinvolgente e meno invasiva.
