Le supergiganti rosse (RSG) sono stelle giganti, più grandi del Sole di centinaia di volte, avvolte da un alone di gas e polvere. In questo involucro si svolge una vera e propria fabbrica chimica: l’ossigeno è abbondante e favorisce la formazione di molecole come CO, SiO, HCN e H₂O, con concentrazioni pari a una parte su un milione‑un miliardo di idrogeno. Ma la cosa più sorprendente è che l’ambiente è turbolento. Le RSG perdono massa in modo irregolare, creando “nodi”, “grumi” e “archi” che si muovono a velocità supersoniche. Questi shock frantumano i granelli di polvere e generano reazioni chimiche inusuali, facendo comparire molecole più esotiche come AlO, AlOH, PO, TiO₂ e VO, presenti in quantità molto più basse (10⁻⁹‑10⁻⁷ rispetto a H₂).
Due stelle, VY Canis Majoris e NML Cygni, sono i laboratori naturali più complessi: gli astronomi hanno identificato più di 29 specie molecolari nei loro ambienti. Inoltre, le RSG emettono maser – raggi laser naturali – in OH, H₂O e SiO, che gli scienziati usano per mappare la struttura dell’alone. Analizzando gli isotopi (varianti di un elemento con massa diversa) si scopre che parte del materiale proviene da strati più interni della stella, dove avvengono reazioni di fusione dell’idrogeno. In sintesi, le supergiganti rosse sono laboratori cosmici dove la chimica si mescola a violenti venti stellari, creando un mosaico di molecole che gli astronomi stanno ancora decifrando.
