Le catene di approvvigionamento dei prodotti tecnologici, come gli smartphone, subiscono spesso improvvisi picchi di domanda. Quando il mercato chiede più telefoni di quanti ne siano disponibili, la resilienza della catena – cioè la sua capacità di far fronte a questi cambiamenti – può vacillare, provocando perdite di profitto e clienti insoddisfatti. Un team di ricercatori australiani ha quindi creato un modello matematico e una simulazione (usando il software anyLogistix) per capire come strategie circolari, tipo la riparazione e il riuso, possano attenuare questi effetti. Il modello parte da una situazione ideale, poi introduce variazioni di domanda e, infine, aggiunge le strategie circolari. I risultati mostrano che, senza interventi, un aumento della domanda porta a una netta diminuzione del profitto e della capacità di soddisfare gli ordini. Al contrario, introdurre la riparazione e il riuso dei dispositivi riduce la pressione sulla produzione, migliora il tasso di consegna e aumenta i guadagni. Una serie di analisi di sensibilità ha confermato che variabili chiave – come i costi di riparazione o il tasso di ritorno dei prodotti usati – influenzano significativamente i risultati. In pratica, le aziende che adottano questi approcci circolari possono trasformare una potenziale crisi in un’opportunità di crescita sostenibile, rendendo la loro catena più flessibile e rispettosa dell’ambiente.
Il modello matematico proposto si basa su una programmazione lineare mista intera (MILP) che ottimizza simultaneamente i flussi di prodotti nuovi, ricondizionati e riciclati lungo la rete logistica. Le variabili decisionali includono quantità prodotte, quantità da riparare, tempi di ciclo di riuso e costi operativi associati. La funzione obiettivo massimizza il profitto totale, integrando ricavi da vendite di dispositivi nuovi e ricondizionati, meno i costi di produzione, trasporto, riparazione e smaltimento. Per simulare scenari di domanda variabile, è stato introdotto un fattore di shock demandale, modellato come una variabile aleatoria con distribuzione lognormale, che permette di testare la robustezza della catena sotto picchi improvvisi. L'analisi di sensitività ha variato parametri chiave – costo medio di riparazione (da 30 a 80 USD), tasso di ritorno dei dispositivi usati (da 10 % a 40 %) e tempo medio di ciclo di riuso (da 5 a 15 giorni) – evidenziando che riduzioni nei costi di riparazione e aumenti nei tassi di ritorno migliorano significativamente il profitto netto (fino al +15 %). Inoltre, l'uso di un magazzino di prodotti ricondizionati riduce la necessità di capacità produttiva aggiuntiva, limitando gli investimenti in espansione fisica. Dal punto di vista ambientale, il modello calcola anche le emissioni di CO₂ evitate grazie al riuso, stimando una riduzione di circa 0,8 tonnellate per 1 000 dispositivi ricondizionati, contribuendo così agli obiettivi di sostenibilità aziendale.
