Immagina di pompare anidride carbonica nel sottosuolo per estrarre gas naturale e, allo stesso tempo, intrappolare la CO2 dove non fa danni. Sembra un sogno, ma uno studio su Applied Sciences mostra che funziona davvero. I ricercatori hanno usato CO2 supercritica: uno stato fluido, né gas né liquido, che si infila nelle rocce compatte come lo scisto.
Il risultato è sorprendente. La permeabilità della roccia aumenta di mille volte, tre ordini di grandezza. La CO2 crea una rete di fratture molto più fitta dell'acqua usata di solito. Più spingi forte la CO2 dentro, prima questa sfonda e arriva al gas. Ma attenzione: se la pressione della roccia intorno è altissima, la CO2 fatica a entrare e il gas fatica a uscire.
C'è un equilibrio delicato. All'inizio, più pressione d'iniezione significa più metano prodotto. Dopo un po', però, la produzione cala e la roccia trattiene più CO2. In pratica, lo scisto preferisce adsorbire la CO2 invece del metano. È una buona notizia per il clima: la roccia diventa una spugna per i gas serra. La sfida ora è trovare il punto giusto tra recupero energetico e stoccaggio sicuro.
