Il problema di Collatz è famoso per la sua semplicità ingannevole. Partendo da un numero intero, se è pari lo si divide per due, se è dispari lo si moltiplica per tre e si aggiunge uno. Ripetendo il procedimento, tutti i numeri sembrano finire su 1, ma nessuno ha ancora dimostrato che sia vero per ogni intero.
Un gruppo di ricercatori ha provato a guardare il problema da un’angolazione diversa: usando una rete di Petri. In una rete di Petri, i “luoghi” rappresentano gli interi e le “transizioni” le regole inverse del procedimento. Invece di partire da un numero e andare avanti, la rete parte da 1 e ricostruisce tutti i possibili predecessori.
Costruendo la rete fino a n = 1000, sono comparsi 1000 luoghi e 667 transizioni. Tra questi, 417 sono sorgenti (non hanno predecessori), 333 sono pozzi (non hanno successori) e 218 sono “orfani”, raggiungibili solo tramite la regola di divisione per 2. Il flusso dei token nella rete simula tutti i percorsi che potrebbero condurre a 1, mostrando una struttura ad albero.
Questo approccio permette di analizzare la congettura con gli strumenti della teoria dei sistemi discreti: ricorrenza, raggiungibilità e vivibilità diventano proprietà verificabili. Inoltre, la modellazione apre la porta a estensioni parametriche o induttive che superano il limite finito della rete.
In sintesi, la rete di Petri offre una visuale chiara e sistematica del “retro‑viaggio” verso 1, trasformando un enigma numerico in un problema di flusso di token.
