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Gli smartphone sono ormai parte della vita quotidiana, ma per chi ha disabilità non è sempre facile sfruttarne tutte le potenzialità. Per colmare questa lacuna è nato MoDAT, il Mobile Device Assessment Tool, un’app pensata per valutare le capacità funzionali degli utenti e suggerire le impostazioni più accessibili. Il progetto è stato sviluppato con un approccio “user‑centered”: prima sono stati coinvolti comitati consultivi di esperti, poi gruppi di discussione con persone con disabilità e professionisti di tecnologie assistive. Grazie a questi feedback, il team ha creato una versione pilota che propone esercizi simulati, come inviare messaggi o navigare tra le app. Durante i test, i partecipanti hanno completato i compiti e l’app ha registrato tempi, errori e difficoltà. I dati sono poi inviati a un portale sicuro dove i professionisti possono analizzarli e consigliare impostazioni di accessibilità o dispositivi aggiuntivi. I primi risultati mostrano che gli utenti trovano MoDAT intuitivo e utile, mentre i fornitori di assistenza apprezzano la visione d’insieme delle esigenze individuali. Il prossimo passo sarà verificare la validità psicometrica dello strumento e studiare gli effetti a lungo termine delle raccomandazioni personalizzate. In pratica, MoDAT vuole trasformare lo smartphone da semplice gadget a vero alleato per tutti.

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Il MoDAT è stato sviluppato secondo il modello iterativo di User‑Centered Design (UCD), che prevede cicli di progettazione‑valutazione‑revisione. Inizialmente, un comitato consultivo composto da ricercatori, clinici e rappresentanti di associazioni di persone con disabilità ha definito gli obiettivi funzionali dell’app, identificando le attività più rappresentative dell’uso quotidiano di uno smartphone (es. composizione di messaggi, utilizzo di mappe, gestione delle notifiche). Successivamente, sono stati condotti focus group per raccogliere insight qualitativi su barriere percepite, preferenze di interfaccia e contesto d’uso. Queste informazioni hanno guidato la creazione di prototipi a bassa fedeltà, testati in sessioni di usabilità con utenti reali. I dati raccolti (tempo di completamento, numero di errori, percorsi di navigazione) sono stati analizzati mediante statistiche descrittive e modelli di regressione logistica per identificare le variabili più predittive di difficoltà. Il risultato è una matrice di raccomandazioni personalizzate, integrata in un portale cloud con crittografia end‑to‑end per garantire la privacy. Per la validazione psicometrica, il prossimo studio prevede l’applicazione di analisi fattoriale confermativa (CFA) e test‑retest reliability su un campione più ampio, al fine di stabilire la validità di costrutto e la stabilità temporale del MoDAT. Inoltre, verrà valutato l’impatto clinico mediante misure di outcome funzionali (ad es. System Usability Scale, Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistive Technology). Questo approccio rigoroso mira a trasformare MoDAT in uno strumento standardizzato per la valutazione dell’accessibilità mobile, con potenziali implicazioni per la prescrizione di tecnologie assistive e la personalizzazione delle impostazioni di sistema.

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Fonti

Autori:
Andrea D. FairmanFirdaus Ardhana IndradhirmayaRyan B. OsalAndi Saptono
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 03/02/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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