Il progetto Erasmus+ H2OMap ha portato la tecnologia digitale nelle aule di scuola secondaria per far conoscere il patrimonio idrico del Mediterraneo. Gli studenti, guidati da insegnanti e ricercatori universitari, hanno usato un’app mobile per mappare in loco antichi acquedotti, mulini e fontane, creando un catalogo georeferenziato. I dati sono stati caricati su un database online e visualizzati in un geoportale con StoryMaps interattive, così da collegare storia, geografia e scienze in un unico percorso. Più di 390 partecipanti hanno documentato oltre 100 elementi di patrimonio idrico, migliorando le loro competenze in GIS, programmazione e lavoro di squadra. Le attività pratiche hanno aumentato l’interesse per l’ambiente e la consapevolezza della gestione dell’acqua, dimostrando che l’apprendimento basato sul luogo è più coinvolgente di lezioni tradizionali. Il progetto ha prodotto una guida metodologica, un corso e‑learning e una piattaforma multimediale riutilizzabile da altre scuole. I risultati mostrano che, con una buona coordinazione scuola‑università e formazione docente, è possibile replicare il modello in altri contesti, mantenendo aperti gli standard geospaziali per garantire la continuità dei dati.
Il cuore metodologico di H2OMap è il participatory GIS (PGIS), che combina la capacità di mappatura dei cittadini‑studente con gli standard aperti dell’Open Geospatial Consortium (OGC). L’app mobile, sviluppata in ambiente Android, sfrutta il GPS per la geolocalizzazione precisa e consente l’inserimento di metadati (epoca, tipologia, stato di conservazione) secondo lo schema ISO 19115. I dati raccolti sono poi trasformati in shapefile e caricati su un GeoServer, dove vengono pubblicati come WMS/WFS per l’accesso da parte del geoportale. Il workflow è stato testato con un design‑based research (DBR), raccogliendo dati qualitativi (interviste a docenti, focus group con studenti) e quantitativi (log di utilizzo, pre‑post test di competenze GIS). L’analisi ha mostrato un incremento medio del 27 % nelle abilità di lettura di mappe tematiche e un miglioramento del 19 % nella capacità di collegare dati storici a contesti ambientali attuali. Dal punto di vista pedagogico, il progetto si inserisce nel quadro del STEM‑based learning, promuovendo l’integrazione trasversale di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica con le discipline umanistiche. La collaborazione scuola‑università ha garantito un supporto tecnico continuo, mentre la formazione docente, erogata tramite il corso e‑learning, ha incluso moduli su cartografia digitale, gestione di dati sensibili e metodologie di valutazione formativa. La piattaforma è stata rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution (CC‑BY), consentendo a istituzioni educative di riutilizzare e adattare i contenuti, favorendo la diffusione di pratiche didattiche basate su dati geospaziali aperti. Inoltre, la creazione di StoryMaps interattive ha permesso di narrare il patrimonio idrico con un approccio narrativo‑visuale, stimolando la capacità di storytelling digitale degli studenti, competenza sempre più richiesta nel mercato del lavoro del futuro.
