Le reti di sensori wireless (WSN) sono il cervello di molte applicazioni: agricoltura di precisione, città intelligenti, case connessi e monitoraggio ambientale. Però, proprio perché operano in modo autonomo, sono vulnerabili a due attacchi subdoli: il wormhole e il sinkhole. Il wormhole crea un tunnel fantasma che fa credere ai nodi di essere più vicini di quanto non siano, riducendo il numero di hop e facendo arrivare i dati più velocemente, ma in realtà li devia verso l’attaccante. Il sinkhole, invece, attira tutto il traffico verso un nodo malevolo, sovraccaricandolo e rompendo l’equilibrio della rete.
Un team di ricercatori ha costruito un banco di prova reale usando ZigBee e GSM/GPRS per simulare questi attacchi. Hanno osservato che, durante un wormhole, il conteggio degli hop è sceso da 4 a 3, il ritardo è aumentato del 40 % e più del 30 % dei dati era falsificato. Con il sinkhole, il traffico verso il nodo compromesso è cresciuto del 27 %, creando congestione.
Per contrastare il problema, hanno ideato una metodologia a più fasi: raccolta dati, pre‑elaborazione, rilevamento anomalie con la regola dei 3‑sigma e decisione basata sul rischio. I risultati mostrano che il sistema individua in tempo reale accorciamenti di percorso, perdite di pacchetti e manipolazioni dei dati, permettendo una risposta rapida. In pratica, combinare l’anomalia‑based detection con le tecnologie ZigBee e GSM/GPRS rende le reti più robuste e pronte a difendersi da minacce emergenti.
