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Immagina di viaggiare indietro nel tempo di 15-16 mila anni. Nella grotta di San Teodoro, in Sicilia, sono stati trovati resti di antichi rituali funerari che raccontano storie incredibili. Qui, quattro individui (ST1-ST4) furono sepolti con una tecnica unica: coperti da uno strato continuo di ocra rossa. Ma cosa sappiamo davvero di queste sepolture? Grazie a osservazioni sul campo e ricostruzioni 3D, gli studiosi hanno scoperto nuovi dettagli sulla posizione del cranio di ST3 e sui resti di ocra rossa che lo coprivano. Questo ci aiuta a capire meglio le pratiche funerarie del Paleolitico e a ricostruire il contesto stratigrafico della grotta. Le scoperte rivelano non solo come venivano sepolti i defunti, ma anche quanto di queste antiche pratiche è sopravvissuto fino a oggi.

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La grotta di San Teodoro è un sito archeologico di grande importanza per lo studio delle pratiche funerarie del Paleolitico. Le sepolture ST1-ST4, datate tra 15.000 e 16.000 anni fa, rappresentano un caso unico per la presenza di ocra rossa, un pigmento naturale utilizzato per coprire i corpi. Questo tipo di sepoltura suggerisce una pratica rituale complessa, forse legata a credenze spirituali o simboliche. Le recenti indagini hanno permesso di ricostruire in 3D la posizione del cranio di ST3 e di identificare i resti di ocra rossa associati a questa sepoltura. Inoltre, gli studiosi hanno potuto confrontare i dati attuali con le descrizioni delle vecchie campagne di scavo, scoprendo che gran parte delle informazioni stratigrafiche è andata persa a causa di scavi clandestini. La ricostruzione del contesto stratigrafico è fondamentale per comprendere l'evoluzione del sito e delle pratiche funerarie nel tempo.

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Fonti

Autori:
Vittorio GarilliLuca Galletti
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 10/10/2025
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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