Grazie ai modelli che prevedono la forma 3‑D delle proteine, gli scienziati possono studiare strutture ancora sconosciute. Però, quando si tratta di proteine vegetali, la precisione non è sempre garantita. Per superare questo ostacolo, un team ha creato una “pipeline” semplice ma potente, capace di individuare proteine con una funzione ben precisa.
Il test è stato fatto sui cosiddetti UGT, enzimi che aggiungono zuccheri a molecole come i ginsenosidi, i principi attivi del ginseng. Poiché la loro attività dipende da pochi amminoacidi, è stato fondamentale usare la struttura 3‑D. La procedura prevede quattro tappe: 1) ricerca di sequenze simili, 2) previsione della forma con AlphaFold3, 3) simulazioni di docking (SwissDock e CB‑Dock2) con gli intermedi del ginsenoside, 4) analisi MPEK per valutare la stabilità dell’interazione.
Applicando questo flusso di lavoro, i ricercatori hanno affinato ogni modulo e scoperto quattro nuovi UGT. Questi enzimi potrebbero trasformare il protopanaxadiolo (PPD) in compound K (CK) o il protopanaxatriolo (PPT) in ginsenoside F1, due passaggi chiave nella sintesi dei ginsenosidi. Il risultato dimostra che la pipeline è utile per dare una funzione a proteine vegetali ancora sconosciute e per trovare enzimi coinvolti in percorsi biochimici specializzati.
