In Australia cresce un vero tesoro di frutto della passione, ma pochi sanno quanto sia vario a livello genetico. Un team di ricercatori ha analizzato 94 portainnesti e 95 marze, usando più di 24.000 marcatori SNP per le radici e otto SSR per le marze. I risultati? Una sorprendente ricchezza di differenze. La popolazione di portainnesti si è divisa in sei gruppi genetici distinti, mentre le marze hanno mostrato solo due sottogruppi. Questa varietà è fondamentale: più diversità significa più opzioni per creare piante più resistenti, produttive e dal gusto migliore. I marcatori SNP hanno rivelato un ampio serbatoio di alleli utili, pronto a essere sfruttato nei programmi di breeding. In pratica, conservare e studiare questi geni può aiutare gli agricoltori a fronteggiare cambiamenti climatici e malattie, garantendo frutti più abbondanti e di qualità. Il messaggio è chiaro: la biodiversità del frutto della passione australiano è una risorsa preziosa da proteggere e valorizzare per il futuro dell’agricoltura.
L’analisi della diversità genetica del Passiflora in Australia è stata condotta con due tecnologie di marcatura molecolare: i DArT‑SNP e i microsatelliti (SSR). I DArT‑SNP, basati su sequenze di DNA a singolo nucleotide, offrono una copertura genomica molto ampia, consentendo di rilevare variazioni anche in regioni non codificanti. Questo è particolarmente utile per identificare alleli legati a tratti agronomici complessi, come la tolleranza a stress abiotici (secchezza, temperature estreme) o la resistenza a patogeni specifici. Gli SSR, invece, sono loci altamente polimorfici situati in regioni di DNA ripetuto; la loro mutabilità li rende ideali per distinguere linee strettamente correlate, come le marze commerciali. La combinazione di entrambi i marker ha permesso di costruire una matrice di similarità genetica dettagliata, da cui è emersa la presenza di sei cluster principali nei portainnesti. Questi cluster corrispondono probabilmente a differenti origini geografiche o a selezioni storiche effettuate da coltivatori locali. La presenza di soli due sottogruppi tra le marze suggerisce un pool genetico più ristretto, probabilmente dovuto a pratiche di propagazione vegetativa e a un uso limitato di materiale genético diverso. Dal punto di vista del breeding, la scoperta di un ampio pool di alleli nei portainnesti apre la possibilità di introgressione mirata: incroci selettivi possono trasferire tratti di resistenza o di efficienza idrica dalle radici alle marze, migliorando la performance complessiva della pianta. Inoltre, la mappatura di QTL (Quantitative Trait Loci) associati a caratteristiche di interesse, supportata da questi marcatori, consentirà di accelerare il processo di selezione mediante marker‑assisted selection (MAS). In sintesi, la ricchezza genetica dei portainnesti australiani rappresenta una risorsa strategica per sviluppare cultivar di frutto della passione più resilienti, produttive e di qualità superiore, contribuendo a una filiera più sostenibile e competitiva a livello globale.
