I fondali dei laghi e le linee di costa sono fondamentali per capire come funziona l’ambiente marino. Fino a poco tempo fa, per misurare queste superfici si usavano eco‑sonde a bordo di barche, un metodo lento e costoso. Oggi, grazie ai droni (UAV) equipaggiati con fotocamere fotogrammetriche e ai sistemi LiDAR aerei (ALS), è possibile ottenere mappe batimetriche ad alta risoluzione in modo rapido ed efficiente.
Nel caso del lago Kłodno, gli scienziati hanno combinato due tecniche: la fotogrammetria da drone per modellare il fondo nelle zone poco profonde e il LiDAR per tracciare la costa. I dati sono stati analizzati con una regressione a vettori di supporto (SVR), che ha permesso di stimare la profondità fino a 1 m con una deviazione standard di 0,11 m e un’accuratezza di 0,22 m al 95 % di confidenza.
Tuttavia, solo il 44,5 % delle celle di 1 × 1 m ha raggiunto la densità minima consigliata (≥5 punti/m²), mentre il 43,7 % era vuoto. Il LiDAR, invece, ha fornito una copertura costiera più uniforme, con una densità media di 63,26 punti/m², anche se il 27,6 % delle celle rimaneva priva di dati. La tecnica di estrazione della costa applicata al LiDAR ha raggiunto una precisione posizionale media di 1,24 m (95 % di confidenza).
Il risultato? Droni e LiDAR hanno punti di forza diversi ma complementari: insieme producono mappe più precise e affidabili di acque poco profonde e linee costiere, utili per la gestione ambientale e la pianificazione di infrastrutture.
