Immagina un razzo piccolo, elettrico e costruito con parti stampate in 3D, capace di volare in un’arena indoor e di testare algoritmi di guida, navigazione e controllo (GNC). È proprio quello che fa l’E‑Rocket, un prototipo a basso costo ideato da ricercatori per sperimentare il Thrust Vector Control (TVC), ovvero la capacità di deviare il getto di spinta per dirigere il volo.
Il cuore del razzo è una coppia di motori brushless DC che ruotano in direzioni opposte, montati su un gimbal servo‑azionato. Grazie a questo meccanismo, il vettore di spinta può essere inclinato in tempo reale, permettendo manovre precise. L’elettronica di bordo combina due computer: il noto autopilota PX4, usato nei droni, e ROS 2, la piattaforma robotica open‑source. Questa architettura modulare consente di caricare e testare algoritmi GNC personalizzati senza riscrivere tutto il firmware.
Per verificare il funzionamento, gli esperimenti sono stati condotti in una stanza dotata di telecamere motion‑capture. Un controller PID di base ha guidato il razzo lungo traiettorie predefinite, dimostrando un tracking accurato e stabile. I risultati confermano che l’E‑Rocket è un banco di prova versatile, economico e facilmente replicabile, ideale per università, laboratori e club di appassionati che vogliono sperimentare con la guida dei razzi senza spendere una fortuna.
