La rosa bianca (Rosa alba L.) è più di un semplice fiore profumato: contiene oli, polifenoli, zuccheri e proteine. Gli scienziati hanno usato l’estrazione con acqua subcritica, cioè acqua riscaldata a 150 °C ma sotto la pressione di ebollizione, per 30 minuti. Questo metodo “verde” ha massimizzato la resa di tutti i componenti bioattivi. L’olio essenziale estratto è ricco di alcol feniletilico, citronellolo, geraniolo e idrocarburi, profumi tipici di molti cosmetici. Tra i polifenoli spiccano acidi come il gallico (30‑113 µg/mL) e il ferulico (44‑100 µg/mL), oltre a flavonoidi come quercetina e kaempferolo. Anche gli zuccheri semplici sono presenti: glucosio, galatturonic acid, galattosio, rhamnose e xylose, tutti in quantità variabili. I test antiossidanti (DPPH, ABTS, FRAP, CUPRAC) hanno confermato una forte capacità di neutralizzare i radicali liberi. Grazie a questa combinazione di aromi, antiossidanti e nutrienti, l’estratto di Rosa alba può essere usato sia come integratore alimentare sia come ingrediente in creme e lozioni, offrendo un’alternativa naturale e sostenibile ai prodotti chimici tradizionali.
L’estrazione subcritica sfrutta le proprietà dell’acqua vicino al punto critico (374 °C, 22 MPa). A 150 °C, la costante dielettrica diminuisce, rendendo l’acqua più “solvente” per composti polari e non polari. Questo permette di estrarre simultaneamente oli volatili e molecole idrofile senza solventi organici. I polifenoli identificati (acido gallico, ferulico, rosmarinico, protocatechuico) sono noti per attività anti‑infiammatoria e anti‑cancro in vitro, grazie alla capacità di modulare vie di segnalazione cellulare (NF‑κB, MAPK). I flavonoidi quercetina e kaempferolo, presenti in forma libera e glicosilata, aumentano la stabilità dell’olio essenziale contro l’ossidazione. Gli zuccheri semplici, soprattutto il glucosio, fungono da co‑solventi naturali, migliorando la solubilità di composti idrofobici. L’attività antiossidante misurata con DPPH, ABTS, FRAP e CUPRAC indica una capacità di donare elettroni e idrogeno, fondamentale per contrastare lo stress ossidativo. Dal punto di vista industriale, la tecnologia subcritica riduce i costi di smaltimento dei solventi e consente una produzione più sostenibile, con potenziale scalabilità per l’industria alimentare e cosmetica.
