In Cina, la provincia dell'Hunan sta vivendo un importante cambiamento: le foreste e le aree naturali stanno assorbendo grandi quantità di anidride carbonica, ma l'urbanizzazione minaccia questi servizi ambientali. Ricercatori hanno usato due strumenti digitali avanzati, i modelli PLUS e InVEST, per simulare come cambia la quantità di carbonio immagazzinato nel suolo e nelle piante tra il 2020 e il 2030. Hanno scoperto che le zone montuose del sud-ovest, come Huaihua e Loudi, sono le principali "magazzini" di carbonio, mentre le città più sviluppate, come Changsha e Yueyang, perdono questa capacità a causa dell'espansione urbana. Se continuiamo a costruire senza rispetto per la natura, si potrebbero perdere fino a 15 Tg di carbonio entro il 2030. Ma se invece si protegge l'ambiente, come previsto nello scenario ecologico, si potrebbe addiraggiare anche 2816 Tg di carbonio. La chiave? Fermare l'aumento delle aree costruite e proteggere le foreste. I ricercatori hanno anche usato un terzo strumento, il Geo-detector, per capire quali fattori influenzano di più la distribuzione del carbonio: la vegetazione (NDVI) e l'altezza del territorio sono i campioni indiscusi.
Il modello PLUS (Liu et al., 2019) è un simulatore di dinamiche di copertura del suolo basato su dati osservativi e algoritmi di regressione spaziale, in grado di prevedere l'espansione delle aree costruite con elevata accuratezza. Il modello InVEST (Integrated Valuation of Ecosystem Services and Tradeoffs) stima il sequestro di carbonio utilizzando mappature del tipo di copertura del suolo, dati di biomassa e coefficienti di carbonio specifici per ciascun tipo di ecosistema. Nella provincia dell'Hunan, la biomassa media delle foreste è stimata intorno a 150 tonnellate di carbonio per ettarо, con variazioni significative tra foreste miste e foreste di conifere. L'analisi con Geo-detector rivela che la combinazione di NDVI (Indice di Vegetazione a Media Differenza) e altitudine spiega oltre l'80% della varianza nella distribuzione del carbonio, indicando un forte legame tra topografia, salute vegetale e capacità di sequestro. Le simulazioni mostrano che nello scenario Economico Prioritario (EPS), l'aumento delle aree costruite del 12% entro il 2030 causerà una riduzione del 3,2% nella memorizzazione del carbonio, soprattutto nelle pianure costiere. Al contrario, lo scenario di Protezione Ecologica (EPD) prevede un aumento del 2,1% del carbonio grazie a politiche di riforestazione e controllo dell'urbanizzazione. Questi risultati sottolineano l'importanza di integrare modelli predittivi nella pianificazione territoriale per bilanciare sviluppo economico e conservazione ambientale.
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Nei prossimi 3-5 anni, questi modelli diventeranno standard nella pianificazione urbana cinese per bilanciare crescita e 'civiltà ecologica'. Il monitoraggio satellitare dell'NDVI permetterà verifiche in tempo reale della salute delle foreste, trasformando la contabilità del carbonio da stima a dato certificato. L'Hunan potrebbe diventare il banco di prova globale per città che crescono senza 'strizzare la spugna' del carbonio.
