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Un gruppo di studenti universitari croati, pronti a diventare insegnanti di scuola primaria, è stato invitato a rispondere a un questionario sulla scienza. L’obiettivo? Scoprire che cosa pensano della didattica scientifica e quali sono le loro idee su cosa sia la scienza stessa, in un periodo di riforma scolastica. I risultati mostrano atteggiamenti per lo più positivi, ma con una sfumatura interessante: i futuri insegnanti mescolano visioni tradizionali – come la trasmissione di nozioni – con approcci più moderni, basati su esperimenti e indagine. Curiosamente, aver seguito un corso di scienze non ha cambiato significativamente queste opinioni, né le convinzioni epistemologiche sembrano influenzare i loro atteggiamenti professionali. Questo suggerisce che le idee su come insegnare la scienza si sviluppano in modo indipendente da quelle su cosa sia la scienza. Gli autori sottolineano l’importanza di unire teoria e pratica nella formazione dei docenti, promuovendo l’apprendimento basato su domande, la riflessione in classe, l’uguaglianza di genere, il mentoring efficace e reti professionali solide. Per il futuro, propongono di testare interventi curriculari mirati a rafforzare la coerenza e la fiducia dei tirocinanti nella didattica scientifica.

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Lo studio utilizza un disegno trasversale con un campione di 212 studenti di scienze dell'educazione primaria presso l'Università di Zagabria. Il questionario comprende tre scale: (i) atteggiamento professionale verso l'insegnamento della scienza, (ii) visioni epistemologiche (realismo, costruttivismo, empirismo) e (iii) percezione dell'efficacia del corso di scienze. L'analisi statistica, basata su ANOVA e regressione multipla, indica che le variabili demografiche (età, genere) non spiegano la varianza negli atteggiamenti, mentre la partecipazione al corso di scienze non mostra effetti significativi (p > .05). Inoltre, la correlazione tra atteggiamenti e visioni epistemologiche è debole (r = .12), suggerendo processi di sviluppo cognitivo e professionale distinti. I risultati confermano la teoria della separazione tra conoscenza disciplinare e pedagogica, evidenziando la necessità di interventi formativi che integrino contenuti scientifici con metodologie didattiche attive. Si propone un modello di formazione basato su learning communities, dove i tirocinanti collaborano con mentori esperti in progetti di indagine scientifica, favorendo la co‑costruzione di concetti scientifici e pratiche didattiche. Tale approccio potrebbe ridurre il gap tra teoria e pratica, migliorare la coerenza epistemologica e aumentare la fiducia dei futuri insegnanti nella conduzione di lezioni di scienza basate sull'indagine.

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Fonti

Autori:
Nataša ErcegAnna Alajbeg
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 21/01/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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