Le differenze di personalità possono fare la differenza tra un campione e un dilettante. Uno studio pubblicato su *Brain Sciences* ha indagato se una variante del gene DRD2, che regola i recettori della dopamina, influisce sui tratti della personalità misurati con il NEO‑FFI. Sono stati analizzati 323 soggetti: 141 atleti di alto livello e 182 non sportivi. Il DNA, prelevato dal sangue, è stato testato per il polimorfismo rs6276 (genotipi A/A, A/G, G/G).
I risultati mostrano che gli atleti hanno un punteggio più alto in Coscienziosità, il tratto legato a disciplina e organizzazione. Inoltre, è emersa un’interazione genotipo‑gruppo per Estroversione: gli sportivi con genotipo A/A risultano i più estroversi, mentre quelli con G/G mostrano una maggiore Gradevolezza. In generale, il genotipo G/G è associato a un livello più elevato di Agreeableness, indipendentemente dal fatto di praticare sport.
Questi dati suggeriscono che la variabilità dopaminergica può contribuire a tratti sociali e motivazionali utili nello sport di alta performance. Tuttavia, gli autori avvertono che il campione è di dimensioni moderate e che il gruppo degli atleti non rispetta perfettamente l’equilibrio di Hardy‑Weinberg, perciò i risultati vanno interpretati con cautela. In futuro, studi più ampi e strumenti di valutazione multipli potranno confermare o approfondire questi collegamenti tra genetica e personalità sportiva.
