Hai mai guardato le bucce del pompelmo e pensato: "Qui c'è un tesoro"? Probabilmente no, eppure un team di ricercatori ha appena dimostrato che quegli scarti possono diventare spugne high-tech per salvare l'acqua. Il problema è serio: rame e nichel, usciti dalle fabbriche, finiscono nei fiumi e restano lì per decenni, avvelenando pesci e piante. La soluzione arriva dalla pectina, quella stessa sostanza che fa addensare la marmellata. Estratta dalle bucce, la pectina viene trasformata in idrogel: reti tridimensionali che si gonfiano d'acqua come palloncini. Due le versioni testate: l'idrogel puro (PH) e un composito più sofisticato con strutture metallo-organiche (PHM). Il verdetto? L'idrogel puro è un campione di velocità ed efficienza. A pH 5, cattura il 95% del rame in soluzione, con una capacità record di quasi 98 milligrammi per grammo. Ma la vera sorpresa è il nichel: nel giro di un solo minuto, l'idrogel ne rimuove oltre il 92%. Un lampo. Il composito PHM se la cava bene col rame, ma rallenta sul nichel. Tutto questo usando un rifiuto agricolo, a basso costo e senza chimica tossica. La prossima volta che sbucci un pompelmo, ricorda: la buccia non è spazzatura, è tecnologia verde in attesa di essere attivata.
Lo studio, pubblicato su Technologies (Vol. 13, p. 403), esplora la sintesi proof-of-concept di idrogel a base di pectina da bucce di pompelmo (Citrus paradisi) per l'adsorbimento di Cu(II) e Ni(II). La pectina è stata estratta tramite idrolisi acida e reticolata con ioni calcio per formare gli idrogel PH. I compositi PHM sono stati ottenuti incorporando framework metallo-organici (MOF) durante la gelificazione. La caratterizzazione via FT-IR ha confermato la presenza di gruppi carbossilici e idrossilici, siti attivi per il legame dei metalli. La SEM ha mostrato una morfologia porosa per PH e una struttura più compatta per PHM. Gli esperimenti di adsorbimento, analizzati con FAAS (Spettrofotometria di Assorbimento Atomico a Fiamma), hanno rivelato che PH segue un modello cinetico di pseudo-secondo ordine e un'isoterma di Langmuir per entrambi i metalli, indicando chemisorbimento su monolayer. La capacità massima per Cu(II) su PH è 97,75 mg/g (pH 5), superiore a PHM (67,53 mg/g). Per Ni(II), PH raggiunge 28,19 mg/g con equilibrio rapido (1 min). La rigenerazione dell'adsorbente è stata testata con acido nitrico diluito, mantenendo buone prestazioni su cicli multipli, confermando la fattibilità economica e circolare del processo.
