I gamma‑ray burst (GRB) sono esplosioni cosmiche così potenti da superare l’intera galassia in pochi secondi. Alcuni di questi lampi durano ore, non minuti, e si chiamano GRB ultra‑lunghi. Un caso famoso è il GRB 111209A, che ha brillato per circa sette ore, e ha lasciato dietro di sé una supernova chiamata SN 2011kl. Questa supernova è stata classificata come superluminosa (SLSN), cioè più brillante di una supernova normale di decine di volte.
La scoperta ha acceso l’interesse: forse i GRB ultra‑lunghi e le SLSN condividono lo stesso “motore”. Una teoria molto discussa è il magnetar, una stella di neutroni ultra‑rapida e con un campo magnetico immenso. Il magnetar rilascia energia per minuti‑ore, alimentando sia il lampo di raggi gamma sia la luminosità eccezionale della supernova. Altre ipotesi includono l’interazione di un’esplosione con un denso gas circostante o la caduta di un buco nero massiccio.
Gli astronomi stanno osservando le galassie ospiti di questi eventi: spesso sono piccole, ricche di stelle giovani e povere di metalli, condizioni che favoriscono la formazione di stelle massicce, progenitori potenziali di magnetar. Tuttavia, le prove non sono ancora definitive. Nuove osservazioni con telescopi spaziali e modelli più sofisticati potrebbero confermare o smentire il legame, ampliando la classica connessione GRB‑SN a una nuova categoria di ipernove superluminosi.
