Nel cuore delle saline della Prahova, in Romania, i ricercatori hanno scoperto quattro batteri capaci di vivere dove il sale è più forte di un mare in tempesta. Si tratta di Halomonas elongata SB8, Bacillus altitudinis CN6, Planococcus rifietoensis CN8 e Halomonas stenophila IB5, tutti “halotolleranti”, cioè in grado di sopportare concentrazioni di NaCl fino a 5 M.
Questi microrganismi non solo resistono, ma producono molecole utili: enzimi che scompongono sostanze complesse, biosurfattanti che riducono la tensione superficiale dei liquidi e pigmenti carotenoidi dal colore acceso. H. elongata SB8 è il campione di tolleranza agli idrocarburi, mentre B. altitudinis CN6 è una mini‑fabbrica di idrolasi e biosurfattanti. Il più colorato, P. rifietoensis CN8, genera la più alta concentrazione di carotenoidi, dimostrando anche attività antifungina contro Candida.
Gli esperimenti hanno mostrato che i biosurfattanti e i carotenoidi di questi batteri inibiscono la crescita di patogeni come Escherichia, Pseudomonas e Staphylococcus. Il risultato? Nuove opportunità per la bioremediation di ambienti inquinati, la produzione sostenibile di ingredienti per cosmetici o alimenti, e processi industriali più verdi. In pratica, questi piccoli eroi salini potrebbero trasformare rifiuti in risorse, aprendo la strada a una biotecnologia più ecologica e innovativa.
