Il mondo della fisica delle particelle usa enormi centri di calcolo per simulare collisioni subatomiche. Il benchmark HEPscore misura quanto velocemente questi sistemi risolvono i problemi tipici del settore, ma finora non considerava quanta energia consumano. Ora gli scienziati hanno aggiunto un’estensione che registra il consumo energetico senza dover aprire i server o chiedere permessi di amministratore.
Il trucco sta nell’interfaccia RAPL (Running Average Power Limit) presente nei processori più recenti: legge direttamente la potenza assorbita dal chip. Se RAPL non è disponibile, il software passa a metodi alternativi, come la lettura di sensori di sistema o l’uso di strumenti di monitoraggio esterni. Per verificare l’accuratezza, i ricercatori hanno confrontato i dati software con misurazioni hardware collegate alla rete elettrica, ottenendo una forte correlazione su diverse piattaforme.
Il risultato è un report HEPscore arricchito da metriche come HEPscore/Watt, che mostrano non solo la velocità ma anche l’efficienza energetica. Questo aiuta i gruppi di ricerca a scegliere hardware più green e a pianificare le risorse in modo più sostenibile, rispondendo alle richieste del HEPiX Benchmarking Working Group. In pratica, ora è possibile confrontare i supercomputer non solo per la potenza di calcolo, ma anche per la loro “impronta ecologica”.
