Le università giapponesi spingono gli studenti a superare il TOEIC, ma il test misura soprattutto la grammatica, non la capacità di capire e dialogare con culture diverse. Un caso studio su un giovane laureato in inglese mostra come l’esperienza lavorativa in un ambiente multiculturale abbia cambiato il suo modo di parlare. Attraverso un questionario, un diario, un’intervista e i punteggi TOEIC, i ricercatori hanno seguito il suo percorso. I risultati hanno evidenziato un aumento della sicurezza comunicativa e del livello linguistico, ma soprattutto una trasformazione nel modo di esprimersi: da frasi indirette tipiche del giapponese a un linguaggio più diretto, tipico delle culture occidentali. Gli episodi critici descritti nel diario hanno rivelato momenti in cui l’allievo ha dovuto adattarsi rapidamente, imparando a leggere segnali non verbali e a gestire conflitti culturali. Questo studio dimostra che l’apprendimento esperienziale, fuori dall’aula, è fondamentale per sviluppare la competenza interculturale (ICC). Interagire con persone di background diversi non solo migliora la padronanza dell’inglese, ma rende più sicuri e flessibili nel comunicare, preparando gli studenti a un mondo sempre più globale.
L’intercultural communicative competence (ICC) è stata definita da Byram (1997) come la capacità di usare la lingua in modo appropriato in contesti culturali diversi. La ricerca attuale distingue quattro componenti: conoscenza culturale, atteggiamento positivo, strategie di comunicazione e abilità linguistiche. Nel caso analizzato, il cambiamento da uno stile indiretto a uno diretto indica una ristrutturazione delle strategie comunicative, passaggio da un alto contesto (high‑context) tipico del Giappone a un basso contesto (low‑context) occidentale. Gli studi di Deardorff (2006) suggeriscono che l’apprendimento esperienziale, soprattutto in ambienti di lavoro internazionali, favorisce la metacognizione culturale: gli studenti riflettono su pregiudizi, norme e valori, migliorando la capacità di negoziare significati. Inoltre, la combinazione di dati quantitativi (punteggi TOEIC) e qualitativi (diario, interviste) consente una triangolazione metodologica che riduce bias e fornisce una visione più completa del processo di sviluppo dell’ICC. Le implicazioni per la didattica universitaria includono l’integrazione di stage internazionali, progetti di gruppo con partner stranieri e attività di role‑play che simulano situazioni reali, al fine di colmare il divario tra competenza linguistica e competenza culturale.
