Respirare è automatico, ma il modo in cui lo fai racconta molto del tuo stato d'animo. Un nuovo studio pubblicato su *Technologies* ha addestrato un'intelligenza artificiale a distinguere tra stress, calma e meditazione analizzando solo il respiro. Il risultato? Un'accuratezza del 92,33% sul dataset WESAD, un punto di riferimento per la ricerca sui segnali fisiologici indossabili.
I ricercatori hanno estratto 16 parametri dal segnale respiratorio: ritmo, profondità e caratteristiche non lineari. Non si sono limitati a "dare in pasto" i dati a una scatola nera. Hanno usato un modello "ensemble" (una squadra di algoritmi che votano insieme) e, soprattutto, lo hanno reso spiegabile grazie a SHAP, uno strumento che mostra *perché* l'IA prende una certa decisione.
Cosa è emerso? La frequenza respiratoria, il rapporto tra tempo di ispirazione ed espirazione e la variabilità dell'espirazione sono i campanelli d'allarme principali. Questi parametri rispecchiano l'attività del sistema nervoso autonomo: quando sei stressato, il simpatico (l'acceleratore) prevale sul parasimpatico (il freno).
C'è una sorpresa: sotto stress la profondità del respiro *aumenta*, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe (solitamente si pensa a respiri corti e affannosi). Questo paradosso apre nuove strade di ricerca. L'obiettivo finale? Smartwatch e wearable capaci di monitorare la salute mentale in tempo reale, avvisandoti prima che il carico diventi troppo pesante. Una bussola digitale per navigare le giornate più intense.
