Un sistema che unisce pesci e piante in un unico ciclo chiuso sta riscuotendo interesse in Cina. Questo modello, chiamato aquaponica industriale, permette di produrre sia pesce che verdure usando meno risorse rispetto ai metodi tradizionali. In una fattoria a Chongqing sono stati prodotti ogni anno circa 114.700 kg di pesce e 86.500 kg di verdure. L'analisi ha mostrato che il cibo per pesci e l'energia elettrica sono i principali fattori che influenzano l'ambiente. Ma se si riduce il consumo di farina di pesce e si passa a energie rinnovabili, l'impatto si riduce notevolmente. Rispetto alla carne di maiale o di manzo, il pesce prodotto con l'acquaponica ha un impatto ambientale inferiore nella maggior parte dei casi. Questo studio offre spunti utili per chi vuole rendere la produzione di cibo più sostenibile, soprattutto nelle città.
L'analisi del ciclo di vita (LCA) dell'acquaponica industriale a Chongqing si basa su un'unità funzionale di 1 kg di pesce commerciabile, seguendo lo standard ISO 14040. Il metodo CML-IA ha valutato dieci categorie di impatto al punto medio, tra cui potenziale di riscaldamento globale, eutrofizzazione e tossicità umana. I risultati mostrano che il consumo di cibo per pesci rappresenta il 60-70% dell'impatto totale, seguito dall'energia elettrica, principalmente derivata da carbone. La riduzione della farina di pesce nel cibo, sostituita con proteine vegetali, può abbassare l'impatto del 20-30%. L'uso di energia solare o eolica ridurrebbe ulteriormente le emissioni. Rispetto alla carne bovina, l'acquaponica genera circa il 70% in meno di CO2 per unità di proteina. Questi dati sono cruciali per progettare sistemi urbani di produzione di cibo a basso impatto ambientale, soprattutto in contesti densamente popolati come la Cina.
