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In Repubblica Ceca gli scienziati hanno messo alla prova un’idea originale: usare i corridoi di trasporto esistenti per far passare nuovi acquedotti. Hanno creato un metodo che misura quanto terreno pubblico è disponibile lungo strade, autostrade e ferrovie, confrontando la superficie libera (in metri quadrati) con la lunghezza del tratto (in metri). Il risultato è una classifica a cinque livelli, dal “poco adatto” al “molto adatto”. Applicando il modello a tutta la nazione, hanno scoperto che quasi un quarto dei corridoi è altamente idoneo. Per verificare il tutto, hanno analizzato un caso reale: un progetto di tubo d’acqua da 72 km che collegherà il bacino di Nýrsko alla città di Plzeň, servendo 250 000 abitanti. Qui il 20,6% dei tratti è risultato molto adatto. Il vantaggio? Ridurre i costi di acquisto terreni, sfruttando il suolo di proprietà statale già affiancato a strade e ferrovie. Il metodo è flessibile e può essere replicato ovunque ci siano reti di trasporto, offrendo uno strumento pratico per pianificare sistemi idrici più economici e sostenibili.

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Il modello di valutazione si basa su un indice di disponibilità territoriale (IDT), calcolato come rapporto tra superficie di terreno pubblico disponibile (A) e lunghezza del segmento di corridoio (L), espresso in m²/m. L’IDT è poi normalizzato su una scala da 0 a 1 e suddiviso in cinque classi: 0‑0,2 (poco adatto), 0,2‑0,4 (moderatamente adatto), 0,4‑0,6 (adatto), 0,6‑0,8 (molto adatto) e 0,8‑1 (estremamente adatto). La classificazione tiene conto di vincoli ambientali (zone protette, habitat sensibili) e di infrastrutture esistenti (ponti, gallerie). Per il caso studio Nýrsko‑Plzeň, l’analisi GIS ha integrato dati catastali, cartografia delle reti di trasporto e mappe di uso del suolo, consentendo di identificare tratti con IDT >0,6 che coprono il 20,6% del percorso. L’applicazione di questo approccio riduce i costi di acquisizione terriera di circa il 30% rispetto a percorsi tradizionali, poiché il valore di mercato del suolo pubblico è inferiore a quello privato. Inoltre, la vicinanza a infrastrutture di trasporto facilita la manutenzione e la gestione operativa del tubo, riducendo i tempi di intervento in caso di guasti. Il metodo è scalabile: basta aggiornare i layer GIS con dati locali per replicarlo in altre regioni, anche in contesti con reti di trasporto più dense o con differenti normative sulla proprietà del suolo.

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Fonti

Autori:
Štěpán MarvalPetr FučíkTomáš HejdukŠtěpán ZrostlíkOndřej MašekMarkéta Kaplická
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 30/05/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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