Negli ultimi quattro anni l’intelligenza artificiale in ambito educativo (AIEd) è esplosa come un fuoco d’artificio. Analizzando quasi 3 000 articoli dal 1990 al 2024, gli studiosi hanno scoperto che le pubblicazioni sono passate da poche decine a più di 600 nel 2023, superando i 1 200 entro novembre 2024. Gli Stati Uniti e la Cina guidano la corsa, con l’Università di Londra e il sistema della University of California al centro della rete di collaborazioni.
Le parole chiave raccontano la storia: fino al 2020 dominavano “AI” e “machine learning”, ma dal 2022 spuntano “ChatGPT” ed “ethics”. Questo cambiamento mostra che, oltre a sperimentare nuove tecnologie, la comunità scientifica si preoccupa sempre più delle implicazioni morali. Infatti, il 68 % degli articoli più citati discute dilemmi etici, dal bias dei dati alla privacy degli studenti.
Le applicazioni più diffuse sono nella formazione universitaria e medica, dove sistemi di tutoring intelligenti e percorsi di apprendimento personalizzati promettono di rendere lo studio più su misura. Tuttavia, la ricerca sul K‑12 è ancora poco sviluppata, lasciando un vuoto importante. Gli autori invitano quindi a rafforzare la collaborazione interdisciplinare e a creare regole etiche solide, così che l’AI possa davvero migliorare l’educazione senza creare nuovi problemi.
