Immagina di avere un insegnante (teacher) che genera dati perfetti e uno studente (student) che deve imparare da loro. In questo scenario, gli scienziati hanno scoperto che, se lo studente usa un "interpolatore" – un modello che si adatta esattamente a tutti i punti di addestramento – l'errore di generalizzazione può scendere a zero non appena il numero di esempi supera una certa soglia.
La scoperta è sorprendente perché non dipende da trucchi di ottimizzazione come lo Stochastic Gradient Descent, ma nasce dalla struttura geometrica dei parametri del modello. Usando la geometria algebrica, i ricercatori hanno mappato lo spazio delle soluzioni possibili e hanno mostrato che, oltre un certo numero di campioni, le soluzioni casuali si trovano tutte in una zona dove il modello predice perfettamente anche dati non visti.
Questo risultato aiuta a capire perché reti neurali enormi, con milioni di parametri, riescono a generalizzare bene anche se sembrano sovradimensionate. In pratica, più dati si forniscono, più il “gioco” delle soluzioni si restringe a quelle che non commettono errori, indipendentemente da come le si scelga. Una lezione importante per chi studia intelligenza artificiale: a volte la magia è nella forma dello spazio dei parametri, non solo nell’algoritmo di apprendimento.
