Il cambiamento climatico sta rimodellando le risorse idriche e l’agricoltura, soprattutto in zone come la Gardulla, nel sud dell’Etiopia. Un team di ricercatori ha analizzato la fattibilità dell’irrigazione superficiale usando dati meteorologici, topografici, del suolo, della copertura del suolo e della vicinanza a fonti d’acqua. Per valutare l’importanza di ciascun fattore hanno usato l’Analytic Hierarchy Process (AHP) e una sovrapposizione pesata, mentre le proiezioni climatiche future sono state ottenute con il modello di downscaling statistico SDSM4.2, basandosi sui percorsi SSP2‑4.5 e SSP5‑8.5.
Con le condizioni attuali, il 8 % dell’area è altamente idonea all’irrigazione, il 54,3 % è moderatamente idonea, il 30 % marginale e il 2,3 % non adatta. Guardando al 2050 e al 2080, le zone altamente idonee aumentano fino al 10,8 % (SSP2‑4.5) e al 13,5 % (SSP5‑8.5), mentre le aree non idonee scendono quasi a zero. In termini di superficie, le zone idonee si espandono di 1.357‑6.868 ettari a seconda dello scenario.
Il risultato è chiaro: il clima futuro renderà più ampie le aree adatte all’irrigazione superficiale, ma solo se le politiche locali si adattano. Gli autori suggeriscono di puntare su sistemi di irrigazione intelligenti, gestiti dalla comunità, per ridurre le perdite d’acqua e garantire una produzione agricola sostenibile.
