In Lettonia i boschi coprono più della metà del territorio, ma il legno non è ancora il protagonista delle costruzioni. Gli esperti spiegano perché usare il legno al posto di cemento e acciaio può ridurre drasticamente le emissioni di CO₂. Il legno è una risorsa rinnovabile: assorbe anidride carbonica mentre cresce e, una volta trasformato in travi o pannelli, trattiene quel carbonio per decenni dentro le pareti degli edifici. Inoltre, la produzione di legno richiede meno energia rispetto a quella di cemento, che è uno dei maggiori responsabili di gas serra.
Il problema non è la mancanza di alberi, ma ostacoli burocratici, normative di sicurezza rigide e scarsa conoscenza del pubblico. Per superare questi limiti, gli autori propongono una revisione delle leggi forestali, incentivi finanziari per le imprese di lavorazione del legno e programmi scolastici che insegnino le tecniche di costruzione in legno. Anche le amministrazioni pubbliche possono dare l’esempio, scegliendo il legno per scuole, uffici e infrastrutture.
Se queste misure verranno attuate, la Lettonia potrebbe aumentare la quota di legno nelle nuove costruzioni, creare posti di lavoro nei settori forestale e manifatturiero e avvicinarsi agli obiettivi di neutralità climatica fissati dall’Unione Europea. Il legno, quindi, non è solo un materiale da costruzione, ma un vero alleato nella lotta al cambiamento climatico.
