Immagina di aprire un'app e vedere tutte le opzioni per muoverti in città — bus, treni, bici in sharing, monopattini — integrate in un unico biglietto digitale. È la promessa della Mobility as a Service (MaaS): non possedere l'auto, ma comprare la mobilità come un servizio. Una nuova revisione sistematica, pubblicata su *Future Transportation*, ha analizzato oltre 100 studi dal 2020 al 2024 per capire dove siamo arrivati.
I ricercatori hanno diviso l'integrazione dell'intelligenza artificiale in quattro livelli. Quello base usa machine learning e ottimizzazione classica per gestire orari e percorsi. Salendo di livello, entrano in gioco blockchain e big data per sicurezza e gestione massiccia di informazioni. Il deep learning, invece, è trasversale: sta ovunque, ma brilla soprattutto allo stadio avanzato per offrire soluzioni personalizzate in tempo reale, tipo "esci ora, prendi il bus 5 e arrivi in 20 minuti".
C'è un però: la maggior parte dei test avviene nei paesi ricchi. Il potenziale per i mercati emergenti è enorme, ma servono regole chiare, inclusività per chi non ha smartphone o connessione veloce, e una protezione ferrea dei dati sensibili. La strada verso una mobilità equa, intelligente e verde è tracciata: ora tocca a ingegneri, legislatori e cittadini percorrerla insieme.
