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I robot morbidi, noti anche come soft manipulators, sono come bracci di silicone che si piegano e si adattano a forme complesse. Il loro punto forte è la flessibilità, ma questo li rende poco stabili quando devono sollevare oggetti pesanti. Per risolvere il problema, un team di ricercatori ha ideato un nuovo design che sfrutta le leghe a basso punto di fusione (LMPA). Queste leghe si solidificano a temperature appena sopra i 30 °C e si sciolgono intorno ai 60 °C. Inserite in piccole camere all’interno del braccio, le LMPA possono passare da solide a liquide grazie a un piccolo riscaldatore. Quando sono solide, il braccio diventa rigido; quando sono liquide, ritorna morbido. Grazie a leghe con punti di fusione diversi, il robot può scegliere tra tre livelli di rigidità: basso, medio e alto. Il corpo del manipolatore è stampato in 3D con stampi in silicone, mentre i sensori monitorano temperatura e pressione. I ricercatori hanno modellato la distribuzione termica usando la legge di Fourier e hanno verificato con simulazioni FEM. I test hanno mostrato che, riscaldando le LMPA, il braccio può sollevare carichi più grandi senza perdere la capacità di curvare. Questo approccio apre la strada a robot che combinano la delicatezza di una mano di gomma con la forza di una pinza metallica, ideali per applicazioni mediche, industriali o di esplorazione.

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Il cuore del nuovo manipolatore è costituito da camere contenenti leghe a basso punto di fusione (LMPA) come bismuto‑indio‑stagno (Bi‑In‑Sn) o gallio‑indio‑stagno (Ga‑In‑Sn). Queste leghe presentano transizioni di fase nette, con variazioni di modulo elastico che possono superare un ordine di grandezza tra lo stato solido e quello liquido. Il modello termico è stato sviluppato a partire dall'equazione integrale di Fourier, \(\int_V \rho c_p \frac{\partial T}{\partial t} dV = -\int_S \mathbf{q}\cdot d\mathbf{S} + Q_{gen}\), dove \(\rho\) è la densità, \(c_p\) la capacità termica e \(Q_{gen}\) il calore prodotto dal riscaldatore elettrico. La simulazione FEM ha considerato la conduzione attraverso silicone, LMPA e l'aria circostante, evidenziando gradienti di temperatura entro 2 °C dal valore target. Per la caratterizzazione della rigidità, è stato impiegato un test di flessione a cantilever, misurando il momento di curvatura \(M = EI\theta/L\) dove \(E\) è il modulo elastico, \(I\) il momento d'inerzia e \(\theta\) l'angolo di deflessione. I risultati hanno mostrato che, passando da 30 °C a 65 °C, \(E\) diminuisce da circa 1,2 GPa a 0,02 GPa, consentendo tre regimi di rigidità distinti. Inoltre, la risposta dinamica del sistema è stata valutata con un test di step di temperatura, rivelando un tempo di transizione medio di 1,8 s per passare dallo stato morbido a quello rigido. Questo tempo è sufficiente per applicazioni in cui il robot deve adattarsi rapidamente a cambiamenti di carico o ambiente. Infine, l'integrazione di sensori di pressione e temperatura permette un controllo in tempo reale mediante un algoritmo PID, garantendo che la temperatura rimanga entro ±0,5 °C dal valore di setpoint, evitando overshoot che potrebbero compromettere la stabilità meccanica. L'approccio combinato di materiali a cambiamento di fase, modellazione termica avanzata e controllo feedback rende il manipolatore una piattaforma versatile per la robotica morbida di prossima generazione.

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Fonti

Autori:
Moufa YeLin GuoAn WangWei DongYongzhuo GaoHui Dong
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 12/12/2025
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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