Le costellazioni di satelliti in orbita bassa (LEO) stanno rivoluzionando la navigazione, ma per funzionare al meglio è fondamentale conoscere due parametri nascosti: lo spostamento del centro di fase dell'antenna (PCO) e il ritardo interno dell'equipaggiamento. Questi valori, se sbagliati, possono far deviare di diversi centimetri la posizione calcolata. Fino a poco tempo fa gli studi si concentravano su uno o due satelliti, senza considerare l’effetto della dimensione della costellazione, dell’altezza orbitale o della disposizione delle stazioni a terra.
Un team di ricercatori cinesi ha ideato un metodo che usa solo 3‑4 stazioni regionali, capaci di seguire contemporaneamente i segnali GNSS e quelli dei satelliti LEO.{ "quote": "Il metodo combina una stima batch least‑squares per il PCO e i ritardi iniziali, poi frega il ritardo con un approccio PPP" }. In pratica, prima si calcolano tutti i PCO in un’unica soluzione globale, poi si fissano questi valori e si affinano i ritardi con il PPP.
Le simulazioni mostrano che: 1) il componente verticale del PCO è il più sensibile a errori di orbita e orologio; 2) aggiungere satelliti migliora la precisione, ma con rendimenti decrescenti; 3) con 3‑4 stazioni e 5‑7 giorni di dati si raggiungono errori inferiori a un centimetro per il PCO e meno di 3 cm per i ritardi. Questo dimostra che, anche con risorse limitate, è possibile ottenere misurazioni di altissima precisione, aprendo la strada a sistemi di navigazione più affidabili e diffusi.
