Le perforazioni petrolifere stanno spingendo sempre più in profondità, ma i costi restano elevati. Il segreto per ridurre le spese è scegliere il trapano giusto, soprattutto i bit in diamante policristallino (PDC), che tagliano la roccia. Fino a poco tempo fa, la scelta dipendeva dall’esperienza di pochi esperti, con risultati spesso imprecisi. Ora, grazie all’intelligenza artificiale, è possibile affidarsi a modelli più oggettivi.
Un team di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 100 pozzi, raccogliendo 40 variabili diverse, come tipo di roccia, pressione, velocità di rotazione e peso del bit. Hanno testato quattro algoritmi: Random Forest, XGBoost, GRU e una rete neurale a grafo (GNN). La GNN ha superato tutti gli altri, raggiungendo un coefficiente di determinazione R² di 0,932 e un errore medio assoluto percentuale (MAPE) del 6,88%. In pratica, il modello prevede con alta precisione la velocità di penetrazione (ROP) e la lunghezza di perforazione per ogni run.
Con queste previsioni, gli ingegneri possono selezionare il bit più adatto a ciascuna formazione rocciosa, aumentando la velocità di perforazione e riducendo i costi operativi. Il risultato è una perforazione più efficiente, meno sprechi di tempo e denaro, e un supporto tecnico basato su dati solidi per affrontare le sfide dei giacimenti complessi.
