Negli ultimi anni la mobilità sta cambiando più velocemente di un video virale su TikTok. Un gruppo di ricercatori ha analizzato centinaia di studi per capire come si evolvono i trasporti alternativi, dal paratransit alle micro‑mobilità, in Nord e Sud del mondo. Il paratransit è il servizio su misura per persone con mobilità ridotta, spesso gestito da cooperative locali. L’informal transportation, invece, comprende i taxi condivisi o le moto‑taxi che nascono spontaneamente nelle città con poco trasporto pubblico. L’emerging transportation include soluzioni emergenti come i veicoli autonomi o le flotte di scooter elettrici, mentre la micro‑mobility si riferisce a bici, monopattini e altri mezzi leggeri, spesso elettrici, che coprono brevi distanze. Lo studio evidenzia che le caratteristiche di questi servizi dipendono dal contesto: nei Paesi del Sud, la flessibilità e il basso costo sono fondamentali, mentre al Nord la regolamentazione e la sostenibilità ambientale guidano le scelte. I ricercatori hanno anche mappato le tendenze politiche: alcune città hanno introdotto zone a traffico limitato per favorire le bici, altre hanno creato licenze speciali per i servizi informali. Il risultato è una panoramica che aiuta i pianificatori a progettare politiche più verdi, integrando soluzioni su misura per ogni realtà urbana.
La revisione sistematica ha seguito il protocollo PRISMA, selezionando 212 articoli pubblicati tra il 2000 e il 2023. La classificazione dei servizi è stata basata su tre dimensioni: (i) livello di formalità (da informale a regolamentato), (ii) tipo di propulsione (diesel, ibrida, elettrica) e (iii) scala operativa (locale, regionale, nazionale). Nei casi di paratransit, la letteratura evidenzia una forte correlazione tra la presenza di reti di assistenza sociale e la sostenibilità finanziaria del servizio, con modelli di co‑finanziamento pubblico‑privato che riducono i costi per gli utenti. Per l’informal transportation, gli studi mostrano che la mancanza di regolamentazione porta a una maggiore flessibilità ma anche a problemi di sicurezza e emissioni. Le tecnologie emergenti, come i veicoli autonomi a guida condivisa, sono ancora in fase pilota, ma le simulazioni indicano una potenziale riduzione del traffico del 15‑20% nelle aree urbane dense. La micro‑mobilità, soprattutto i monopattini elettrici, ha registrato una crescita annua del 35% in Europa, ma richiede infrastrutture dedicate per parcheggio e ricarica. Dal punto di vista normativo, le città nordamericane hanno introdotto licenze “mobility‑as‑a‑service” (MaaS) che integrano dati di più fornitori in un’unica piattaforma, facilitando la pianificazione multimodale. Al Sud, le politiche di “last‑mile” puntano a partnership con imprese informali, riconoscendo il loro ruolo cruciale nell’accessibilità. L’analisi suggerisce che una governance ibrida, che combina standard di sicurezza internazionali con la flessibilità dei modelli informali, può accelerare la transizione verso sistemi di trasporto più verdi e inclusivi.
