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Immagina di entrare in un antico refettorio medievale in Spagna, nel monastero di San Salvador de Oña. Le pareti raccontano storie di santi e cavalieri, ma nascondono un segreto luccicante: foglie d'oro, argento e stagno applicate con maestria secoli fa. Un team di ricercatori ha usato tecnologie da laboratorio "CSI" — come Raman, infrarossi ed elettroni — per guardare sotto la superficie senza rovinare nulla.

Hanno scoperto che gli artisti medievali non dipingevano solo a colori: usavano veri metalli per far brillare le sculture alla luce delle candele. Strato dopo strato, l'analisi ha rivelato fasi decorative diverse, una sorta di "restyling" storico che va dal Gotico al Barocco. È come sfogliare un album di foto chimiche: ogni pigmento, ogni foglia metallica racconta chi c'era, cosa aveva a disposizione e come lavorava.

La scienza diventa così una macchina del tempo: ci mostra la "ricetta" esatta dei maestri del passato, svelando tecniche sofisticate che pensavamo più recenti. Un intreccio di chimica, arte e storia che trasforma polvere e pigmenti in conoscenza viva.

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Lo studio, pubblicato su Heritage, ha analizzato il complesso scultoreo del refettorio del monastero benedettino di San Salvador de Oña (Burgos), fondato nell'XI secolo e rimaneggiato fino al Barocco. L'indagine multi-analitica non invasiva e micro-invasiva ha combinato spettroscopia Raman, FTIR, riflettanza diffusa (FORS) e microscopia elettronica a scansione con microanalisi a raggi X (SEM-EDS).

I risultati hanno identificato una tavolozza ricca: cinabro, minio, ocra gialla e rossa, verde di rame, azzurrite, bianco di piombo e nero a base di carbonio. L'eccezionalità risiede nell'uso estensivo di foglie metalliche: oro (Au), argento (Ag) e stagno (Sn), quest'ultimo spesso usato come imitazione dell'argento. Le foglie erano applicate su strati di preparazione (bolo armeno, gesso) e protette da vernici organiche (probabilmente olio o resine).

La stratigrafia ha permesso di distinguere almeno tre fasi decorative principali: una gotica iniziale (XIV-XV sec.) con oro autentico e cinabro; una rinascimentale (XVI sec.) con argento e azzurrite; una barocca (XVII-XVIII sec.) con stagno, minio e ocra. La presenza di stagno al posto dell'argento nella fase tarda suggerisce vincoli economici o cambiamenti di gusto. Lo studio correla i dati analitici con la storia del monastero (incendi, riforme cistercensi, patronato nobiliare), offrendo un modello metodologico per lo studio della policromia scultorea medievale iberica.

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Fonti

Autori:
Ana María Cuesta Sánchez
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 10/09/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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