In Brasile, la formazione dei docenti di scienze non prevede ancora il metodo del Problem‑Based Learning (PBL), usato in medicina. Per colmare il divario, un programma di Pedagogical Residency (PRP) ha offerto a cinque futuri insegnanti di fisica un corso elettivo in cui sperimentare il PBL. Durante l’intervento, i residenti hanno dovuto creare piani di lezione, scenari di problemi e riflettere sulle proprie pratiche. I risultati mostrano che hanno incontrato ostacoli: collegare gli obiettivi di apprendimento a una metodologia così attiva è stato complesso, così come ideare problemi che fossero pertinenti al contenuto scientifico. Inoltre, hanno scoperto quanto sia difficile far emergere, in classe, capacità di ragionamento e autoriflessione negli studenti. Il PRP si è rivelato fondamentale perché ha fornito supervisione e spazio per la riflessione, ma i ricercatori sottolineano l’urgenza di introdurre il PBL fin dalla laurea. Propongono tre tappe: studiare la pianificazione delle lezioni per il PBL, creare situazioni problematiche coerenti con le conoscenze da sviluppare e potenziare le abilità metacognitive e argomentative dei futuri insegnanti.
Il PBL si basa su una sequenza ciclica di problematizzazione, ricerca guidata, costruzione di conoscenza e riflessione metacognitiva. In fisica, questo approccio richiede la capacità di tradurre concetti astratti (come leggi di Newton o principi termodinamici) in situazioni concrete che gli studenti possano investigare. La difficoltà segnalata dai residenti nel definire obiettivi di apprendimento coerenti con il PBL deriva dal fatto che il metodo privilegia competenze trasversali (pensiero critico, problem solving) rispetto a contenuti lineari. Per superare questo ostacolo, è utile adottare una matrice di allineamento che incroci obiettivi disciplinari, competenze chiave e attività di PBL. Inoltre, la progettazione di scenari problematici richiede una profonda conoscenza del curriculum e la capacità di identificare “gap” concettuali tipici degli studenti. Strumenti come le mappe concettuali e le rubriche di valutazione formativa possono supportare i docenti nella creazione di problemi che siano né troppo semplici né eccessivamente complessi. Infine, la supervisione offerta dal PRP consente di inserire momenti di debriefing in cui i residenti confrontano le proprie scelte didattiche con quelle di colleghi più esperti, favorendo lo sviluppo di una metacognizione professionale. Questo processo di riflessione critica è cruciale per passare da una semplice trasmissione di contenuti a una vera facilitazione dell’apprendimento, dove gli studenti diventano protagonisti attivi nella costruzione della conoscenza fisica.
