Jinchang, una città arida del Nord‑ovest cinese, è una delle più a rischio di scarsità d’acqua in Cina. Tra il 2017 e il 2023 il livello delle falde è sceso di 2,26 m, con una perdita media di 0,38 m all’anno. Le analisi di 13 pozzi mostrano che l’acqua è leggermente alcalina (pH 7,5‑7,9) e contiene una durezza media di 570 mg/L. I cationi dominanti sono calcio e sodio, mentre gli anioni principali sono solfato e bicarbonato, con un tipo idro‑chimico Ca‑SO₄.
Tre processi controllano la composizione chimica: l’erosione di silice, la dissoluzione di carbonati e la dissoluzione di sali evaporiti. Il calcio e il magnesio provengono da carbonati e silice; il sodio nasce soprattutto dalla halite (sale comune); il solfato e il cloro derivano da carbonati e da evaporiti.
Un modello di foresta casuale ha identificato due fattori chiave della diminuzione del livello: l’eccessivo sfruttamento delle falde (indice 1,2) e la riduzione del deflusso superficiale (indice 0,67). Questi fattori hanno anche aumentato la concentrazione di ioni, superando i limiti per solfato e nitrato e peggiorando l’inquinamento.
Le conclusioni suggeriscono di limitare l’estrazione d’acqua nelle zone agricole centrali, migliorare la gestione delle acque di superficie e adottare tecniche di irrigazione più efficienti. Così Jinchang potrà proteggere il suo ecosistema e garantire acqua per le generazioni future.
