Venturia inaequalis è il microrganismo che provoca la mela rossa, nota come scab. Negli ultimi due anni, ricercatori hanno monitorato 97 siti nella zona del basso Elba, in Germania settentrionale, per capire come il fungo diventi resistente ai prodotti chimici. Hanno analizzato 35 frutteti gestiti con l’IPM (gestione integrata), 16 con varietà sensibili, 12 con cultivar resistenti (Vf) coltivate biologicamente, e 34 aree abbandonate.
Nessuna resistenza è stata trovata ai nuovi fungicidi SDHI (fluopyram, fluxapyroxad), nonostante più di cinque anni di uso regolare. Anche la resistenza agli anilinopirimidini (cyprodinil, pyrimethanil) è scomparsa da quindici anni. Tuttavia, alcuni frutteti IPM mostrano una leggera riduzione di sensibilità al dodine, e più del 50% delle piante sensibili presenta una doppia resistenza a due vecchi gruppi: il MBC (thiophanate‑methyl) e il QoI (trifloxystrobin).
Questa doppia resistenza persiste anche decenni dopo l’interruzione dell’uso, soprattutto nella zona centrale dell’‘Altes Land’, dove le pratiche intensive hanno favorito una popolazione uniforme di patogeni. Nei frutteti più isolati, invece, il fungo è più eterogeneo. Il risultato è chiaro: per mantenere l’efficacia dei trattamenti, è fondamentale alternare i prodotti, integrare pratiche culturali e monitorare costantemente la resistenza.
