Il Sole sta per raggiungere il picco del suo undicesimo ciclo di attività, il Ciclo Solare 25. Questo significa più tempeste geomagnetiche e misteriose "bolle di plasma" all'equatore, note come Equatorial Plasma Bubbles. Questi fenomeni creano scintillazioni ionosferiche: il segnale dei satelliti trema come la luce di una stella all'orizzonte. Per il tuo smartphone è un fastidio, per un drone o un'auto che si guida da sola può diventare un problema serio.
Un team di ricercatori ha messo alla prova la navigazione di precisione, chiamata Precise Point Positioning (PPP), usando oltre venti mesi di dati da stazioni sparse per il mondo, soprattutto nella fascia equatoriale. Hanno confrontato le prestazioni del solo GPS con quelle della combinazione GPS + Galileo, il sistema europeo. I dati arrivano dai prodotti finali dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal network MGEX.
Il verdetto è netto. Nei giorni "calmi" la precisione è al centimetro. Quando la ionosfera si agita violentemente, gli errori di posizione con il solo GPS più che raddoppiano. Colpa dei "cycle slips": il ricevitore perde per un istante il conto delle fasi dell'onda radio, come se inciampasse al buio.
La buona notizia: integrare Galileo cambia le carte in tavola. Più satelliti in vista, frequenze diverse e una geometria migliore permettono al sistema di "tenere botta" anche quando il cielo è turbolento. È come camminare su una fune: avere due corde di sicurezza (GPS e Galileo) vale molto più di una.
Questa ricerca, pubblicata su *Remote Sensing*, ci ricorda che lo spazio non è vuoto: è un ambiente dinamico che dobbiamo imparare a conoscere per navigare sicuri, sulla Terra e oltre.
