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Maria è una preside di una scuola media. All’inizio dell’anno si sente energica, ma col passare dei mesi il carico di lavoro cresce: riunioni, scadenze, richieste dei genitori e decisioni amministrative. Un gruppo di ricercatori ha seguito da vicino la sua esperienza per un intero anno scolastico. Hanno registrato la qualità del sonno, i livelli di benessere mentale e le abitudini salutari, oltre a intervistarla quattro volte e osservare due giornate di lavoro. I dati mostrano che, sebbene lo stress fosse a volte percepito come stimolante, l’accumulo di compiti e le difficoltà sistemiche hanno iniziato a pesare sulla sua salute e sulla fiducia nelle proprie capacità di leadership. Maria valutava lo stress in base a quanto poteva controllare la situazione, alla complessità del problema e a quanto questi si allineavano alle sue aspettative professionali. Quando il controllo diminuiva, lo stress diventava più pesante. Lo studio suggerisce che i corsi di formazione per presidi dovrebbero includere strategie di gestione dello stress, consigli per mantenere una buona igiene del sonno e strumenti per sostenere la resilienza. Inoltre, i distretti scolastici dovrebbero creare reti di supporto per i dirigenti, così da evitare che lo stress si trasformi in un ostacolo alla salute e alla qualità dell’istruzione.

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Lo studio utilizza un approccio mixed‑methods, combinando misurazioni quantitative (questionari su qualità del sonno, scala di benessere psicologico, indice di auto‑efficacia nella leadership) con dati qualitativi (interviste semi‑strutturate, osservazioni etnografiche). La qualità del sonno è stata valutata con il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), che fornisce un punteggio globale da 0 a 21; valori superiori a 5 indicano disturbi del sonno. Il benessere mentale è stato misurato con il Warwick‑Edinburgh Mental Well‑Being Scale (WEMWBS), che rileva aspetti positivi dell’esperienza emotiva. L’autoefficacia nella leadership è stata quantificata mediante la Leadership Self‑Efficacy Scale (LSES), che esplora la fiducia del dirigente nel gestire compiti complessi, delegare e prendere decisioni strategiche. Analizzando le interviste, i ricercatori hanno identificato quattro dimensioni chiave nella valutazione dello stress: controllo percepito, agency (capacità di agire), complessità del fattore stressante e congruenza con le aspettative professionali. Queste dimensioni sono state poi correlate ai cambiamenti nei punteggi di sonno e benessere, evidenziando una relazione significativa tra perdita di controllo e deterioramento della qualità del sonno (r = -0.62, p < .05). Inoltre, l’analisi longitudinale ha mostrato che l’accumulo di stress ha ridotto l’autoefficacia nella leadership di circa il 15% rispetto al valore iniziale. I risultati suggeriscono che interventi mirati, come programmi di mindfulness, coaching di leadership e politiche di riduzione del carico amministrativo, potrebbero mitigare l’effetto cumulativo dello stress. Infine, lo studio sottolinea l’importanza di un approccio sistemico: non basta intervenire solo sul singolo dirigente, ma è necessario rivedere le strutture organizzative e le pratiche di gestione delle risorse umane a livello di distretto scolastico per creare un ambiente più resiliente e sostenibile.

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Fonti

Autori:
Eleanor J. Su-KeeneDavid E. DeMatthews
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 25/12/2025
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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