Le stelle binarie sono coppie di stelle che orbitano intorno a un comune centro di massa. Alcune di esse, chiamate “binarie spettrali”, si scoprono solo osservando lo spostamento delle loro linee spettrali, ma non si vedono separatamente nel cielo. Quando, grazie a tecniche astrometriche avanzate, riesci a distinguere i due componenti, ottieni una “binarie spettrale risolta” (RSB). Le RSB sono preziosissime perché forniscono parallassi dinamiche, cioè misurazioni della distanza basate sulla dinamica delle stelle, un’alternativa alle tradizionali parallassi trigonometriche.
Il problema è che le RSB sono rare: ne conosciamo poche rispetto al numero totale di binarie spettrali. Per questo gli astronomi hanno urgente bisogno di individuare quali sistemi potrebbero diventare RSB con gli strumenti attuali. In questo studio gli autori propongono un metodo per stimare la probabilità che una binaria spettrale venga risolta in due stelle separate. Il procedimento parte da dati noti – come l’ampiezza dell’orbita, la distanza e la massa stimata delle stelle – e calcola quanto è probabile che la separazione angolare superi la risoluzione del telescopio.
Applicando il metodo al catalogo SB9, che raccoglie migliaia di binarie spettrali, hanno ottenuto una lista preliminare di candidati promettenti. Questi sistemi, se osservati con telescopi ad alta risoluzione (ad esempio interferometri o missioni spaziali), potrebbero rivelare i loro due componenti, arricchendo il nostro repertorio di RSB e migliorando le mappe di distanza della Via Lattea.
