Immagina di guardare una telecamera di una piazza e, senza alzare un dito, sapere quante auto, biciclette o persone ci sono. Uno studio recente ha provato proprio questo, usando le webcam pubbliche di Brunswick, in Germania. Sono state testate otto reti neurali open‑source su 45 foto scattate in condizioni di luce diverse: giorno, tramonto e notte. Gli esperti hanno etichettato manualmente ogni immagine, distinguendo auto, persone, biciclette, camion, tram e autobus, per poi confrontare i risultati con quelli delle intelligenze artificiali.
Nei momenti di luce intensa, i modelli hanno contato con buona precisione auto e pedoni, dimostrando che le webcam possono diventare una fonte di dati utile per la ricerca sul traffico. Al crepuscolo o di notte, però, le stime sono peggiorate: le ombre e il basso contrasto confondono gli algoritmi. Anche per tram, autobus, biciclette e camion le performance sono state più deboli, suggerendo che occorre “personalizzare” i modelli per ogni tipo di veicolo e per ogni inquadratura.
Il risultato è chiaro: le webcam pubbliche sono un tesoro di informazioni, ma per sfruttarle al meglio serve una buona dose di addestramento specifico. In futuro, con modelli più intelligenti e dati più ricchi, potremmo monitorare il traffico in tempo reale, migliorare la sicurezza stradale e pianificare città più sostenibili.
