I cani sono famosi per la loro varietà: dal minuscolo Chihuahua al gigantesco Alano. Ma da quando è iniziata questa trasformazione? Uno studio recente, pubblicato su arXiv, ha analizzato 643 crani di canidi risalenti a 50.000 anni fa usando la morfometria geometrica 3D. I risultati mostrano che una forma canina distintiva è comparsa circa 11.000 anni fa, nell’età dell’Olocene. Già allora, i primi cani mostravano una notevole diversità di dimensioni e sagome, molto prima che gli esseri umani iniziassero a selezionare razze specifiche nel XIX secolo. Questo significa che la varietà che amiamo oggi non è solo frutto di recenti allevamenti, ma ha radici profonde nella convivenza con gli antichi cacciatori‑raccoglitori. I ricercatori hanno dovuto superare due grandi ostacoli: pochi reperti del Pleistocene e la difficoltà di distinguere i primi cani dai lupi solo dal cranio. Grazie alla tecnologia 3D, hanno potuto confrontare forme e dimensioni con precisione, rivelando che la diversità morfologica dei cani è nata migliaia di anni prima della nostra era moderna. In pratica, i nostri amici a quattro zampe hanno iniziato a “personalizzarsi” molto prima di noi.
Lo studio ha impiegato la morfometria geometrica tridimensionale (3DGM), una tecnica che consente di quantificare forme complesse mediante coordinate di punti anatomici (landmarks) su modelli digitali. I 643 crani analizzati includono esemplari di lupi, cani antichi e cani moderni, coprendo un arco temporale di 50.000 anni. Dopo la digitalizzazione mediante scanner a luce strutturata, i ricercatori hanno allineato i dati con la Procrustes superimposition, rimuovendo le differenze di scala, rotazione e traslazione per isolare le variazioni di forma. L’analisi principale delle componenti (PCA) ha mostrato che i primi cani, a partire da circa 11.000 anni fa, occupano una regione dello spazio morfometrico distinta da quella dei lupi, indicando una divergenza significativa. Inoltre, la varianza intra‑gruppo dei cani antichi è già elevata, suggerendo una rapida esplorazione di morfologie diverse, probabilmente legata a differenti ruoli ecologici (caccia, guardia, trasporto). La datazione calibrata è stata ottenuta mediante radiocarbonio (C‑14) e stratigrafia, con errori di ±200 anni. I risultati contrastano l’ipotesi che la diversità canina sia un fenomeno esclusivamente recente, legato alla selezione artificiale del XIX secolo. Invece, la selezione naturale e culturale dei primi agricoltori ha probabilmente favorito tratti morfologici utili, creando una base di variabilità su cui gli allevatori successivi hanno potuto operare. Questo studio dimostra come l’integrazione di tecniche di imaging avanzate e analisi statistica possa risolvere questioni evolutive di lunga data, aprendo la strada a ulteriori ricerche su altri animali domestici.
