La Via Appia, una delle strade più antiche del mondo, è anche patrimonio UNESCO. Ma quante persone può davvero accogliere senza subire danni? Un team di ricercatori ha creato un modello per calcolare la capacità di carico turistico (TCC) di siti culturali collegati, usando la Via Appia come caso di studio. Il modello parte da tre concetti di capacità: fisica (spazio disponibile), reale (infrastrutture presenti) ed efficace (impatto ambientale). Analizzando 614 comuni e 13 aree di gravità, hanno simulato tre scenari di crescita turistica per il periodo 2024‑2034. I risultati del 2019 mostrano che, complessivamente, la Via Appia è in una condizione di “basso impatto”, ma la situazione varia molto da zona a zona. Alcuni comuni hanno già un carico turistico elevato, mentre altri potrebbero vedere un aumento significativo nei prossimi dieci anni. Più infrastrutture non significano sempre maggiore capacità: se l’ambiente è fragile, l’afflusso di visitatori può causare stress. Al contrario, aree con buona salute ecologica ma poche strutture rischiano di sovraccaricarsi. Questo studio amplia la valutazione della capacità turistica dal singolo sito all’intero territorio, offrendo uno strumento utile per pianificare e gestire il turismo in modo sostenibile.
Il modello proposto si basa sulla ridefinizione dei tre livelli di capacità di carico di Cifuentes: capacità fisica (C_f), reale (C_r) ed efficace (C_e). La capacità fisica è calcolata mediante l’indice di densità di superficie disponibile per i visitatori, tenendo conto di aree archeologiche, percorsi pedonali e spazi verdi. La capacità reale incorpora la rete infrastrutturale – parcheggi, servizi igienici, trasporti pubblici – mediante un indice di dotazione (I_d). La capacità efficace, infine, integra l’impatto ambientale mediante un indice di fragilità ecologica (I_f), che valuta la vulnerabilità di suoli, flora e fauna locali. La formula finale è C_e = C_f × I_d × (1 – I_f). Per la Via Appia, i dati sono stati raccolti da fonti istituzionali (ISTAT, Ministero dei Beni Culturali) e da sensori di flusso turistico. Le simulazioni per 2024‑2034 includono scenari di crescita lineare, esponenziale e di “turismo verde”, quest’ultimo con politiche di riduzione dell’impronta carbonica. I risultati mostrano che, se la crescita è lineare, la capacità efficace rimane entro il 30% del valore massimo in 10 anni; con crescita esponenziale, si supera il 60% in alcune aree, indicando rischio di sovraccarico. L’analisi suggerisce interventi mirati: potenziamento di infrastrutture in zone con alta I_d ma bassa I_f, e limitazione dell’accesso in aree con I_f elevata. Questo approccio integrato può essere replicato per altri siti seriali, fornendo una base quantitativa per politiche di gestione sostenibile del turismo culturale.
