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Un nuovo metodo sta rivoluzionando il riciclo dei pannelli fotovoltaici. Invece di bruciare o usare acidi aggressivi, gli esperti impiegano semplici cunei di polietilene per separare a temperatura ambiente i pannelli laminati con gel di polidimetilsilossano (PDMS), un silicone ultra‑morbido. Il processo è meccanico, pulito e non richiede energia elevata. I risultati sono sorprendenti: il 95‑98 % dei materiali viene recuperato, con fino all'81 % del peso del pannello riutilizzato direttamente. Inoltre, i pannelli con PDMS mostrano tassi di degrado annuali molto bassi (0,15‑0,22 %), molto migliori rispetto ai tradizionali laminati EVA/POE. Grazie a queste caratteristiche, l'impronta di carbonio del ciclo di vita si riduce drasticamente, contribuendo agli obiettivi della circular economy e agli SDG. Il riciclo meccanico elimina rifiuti pericolosi e diminuisce il consumo energetico, rendendo la produzione di energia solare ancora più verde. In pratica, si tratta di una soluzione che combina lunga durata operativa e un fine‑vita efficiente, aprendo la strada a politiche più sostenibili per la transizione energetica globale.

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Il gel di polidimetilsilossano (PDMS) è un polimero organosiliconico caratterizzato da una bassa energia di superficie, elevata flessibilità e stabilità termica fino a 200 °C. Queste proprietà lo rendono ideale per la laminazione di celle fotovoltaiche, poiché assicura un'adesione sufficiente durante il funzionamento ma permette una facile separazione quando si applica una forza meccanica controllata. Il metodo di delaminazione utilizza cunei di polietilene a forma di V, inseriti tra il vetro e il PDMS. La pressione esercitata crea una tensione di taglio che supera l'energia di adesione del gel, ma senza rompere le celle di silicio. L'intervento avviene a temperatura ambiente, evitando il consumo di energia per riscaldamento o raffreddamento.

Dal punto di vista energetico, il processo meccanico consuma circa 0,2 kWh per metro quadrato di pannello, contro i 5‑10 kWh richiesti da tecniche termiche o chimiche. Questo si traduce in una riduzione delle emissioni di CO₂ di circa 0,5 kg per m², considerando il mix energetico medio. Inoltre, la quasi totale conservazione del peso del pannello (81 %) permette il riutilizzo diretto dei componenti strutturali, riducendo la domanda di materie prime come vetro temperato e alluminio.

Il ciclo di vita (LCA) dei pannelli PDMS mostra una diminuzione del 30‑40 % dell'impronta globale rispetto ai pannelli EVA/POE, grazie a tre fattori chiave: (i) minore degrado durante l'uso, (ii) alta efficienza di riciclo, (iii) assenza di sostanze chimiche pericolose nel processo di fine vita. L'analisi dei costi indica che, nonostante un leggero aumento del prezzo del PDMS rispetto all'EVA, il risparmio energetico e la riduzione dei costi di smaltimento compensano ampiamente l'investimento iniziale. In sintesi, la combinazione di proprietà chimiche del PDMS e della tecnica di delaminazione meccanica offre una soluzione scalabile, a basso impatto ambientale e economicamente vantaggiosa per l'industria fotovoltaica.

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Fonti

Autori:
Vladislav PoulekVaclav BeranekMartin KozelkaTomas Finsterle
Data Pubblicazione:
Articolo Originale www.mdpi.com
Verifica editoriale completata il 15/01/2026
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Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 4.0

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